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Ci sarà ancora un cielo?

Pensieri


kim carnes

M.R.22.V.2014

Ci sarà ancora un cielo
per me?

Mi sento soffocare,
il groppo in gola è
troppo grande...

Guardo in aria:
il cielo e le nuvole
mi tranquillizzano!

Quando non ci sarò,
tutto ciò sarà ancora.

Oggi un cielo per me non c'è,
chissà se ci sarà domani?

Un cielo solo per me,
Un cielo che mi sorride,
Un cielo che mi da speranza?

Lo sguardo basso
indugia sulle sofferenze terrene,
ma se alzo gli occhi...

Chissà se ci sarà sempre un cielo?
Chissà se ci sarà un cielo per me?


Endemica tristezza


M.R.1.VII.2013

Non so perché noi, ragazzi degli anni '80, abbiamo sviluppato una sorta di apatia, di avversione per il mondo che ci circonda. Non so se è il fatto di aver passato l'infanzia in uno dei decenni più colorati e creativi degli ultimi secoli, o forse se è semplicemente il fatto che il mondo si è ingrigito.

Quello che è certo è che negli anni '80, gli anni della mia infanzia, si rideva tanto! Ridevamo in modo sano e genuino, consapevoli che dovessimo dedicare una certa parte della giornata a farlo, per il semplice piacere di farlo. E faceva pure bene alla salute.

Il mondo si fa più cupo, si va scolorendo. A dimostrazione il fatto che molte delle cose che mi circondavano durante la giovinezza vanno scomparendo e non perché siano sorpassate, ma perché fanno star bene. Oggi non c'è più il tempo per ciò che ci fa star bene, anche se in realtà ne abbiamo molto più che in passato.

Il tempo deve essere dedicato a qualcosa di produttivo, altrimenti è tempo sprecato: lo so perché se mi dedico alla lettura, al disegno, alla scrittura o alla poesia, nonostante l'infinito tempo che il destino mi ha regalato, mi sento terribilmente inutile.

Oggi in Albania stanno tutti bene!

M.R.29.II.2012

I film degli anni '80 affrontano più frequentemente i drammi umani, in particolare quelli giovanili, di quanto facciano quelli di oggi.

- - -

Percepisco il dramma e la tristezza della mia generazione.


M.R.1.III.2012

Comunicazione: oggi vuol dire tutto e niente. Infatti non ci sono contenuti, solo contenitori vuoti. Prova a chiedere ad un esperto di comunciazione (e oggi lo siamo tutti, a parole) chi era Neil Simon e vediamo se ti sa rispondere...

Dalla serie: Come vanno le cose qui sulla Terra

Fred Savage, 1989
[Quanta parte di me sta morendo (?)]

Voglio tentare di spiegare un poco questi miei pensieri riportati qui sopra. Premetto che avere un blog in cui raccogliere quello che scrivo mi sta aiutando molto a fare ordine, più che altro nella mia testa. Quanti bigliettini e quadernini sono andati persi lo sa solo il Signore, prendendo a prestito un intercalare tipico delle mie parti.

Tralasciando, almeno per ora, gli argomenti spirituali, ritorno all'intenzione iniziale. Il contesto nel quale penso (e scrivo) ovviamente influisce in maniera negativa sul mio tradizionale ottimismo ma, a ben pensarci, quando mai in vita mia avrei potuto dedicare tanto tempo a quello che sto facendo ora? Studiare quello che mi circonda, riflettere e tentare di capire quello che gli altri hanno fatto o fanno correntemente, cercare di capire quello che faccio o non faccio io stesso?

Spunto per questa mia escursione mentale, come al solito, un film degli anni '80. A dire il vero, più d'uno.

Oramai mi prende una grande malinconia quando ripenso a quel periodo, ma non perchè fosse particolarmente bello per me, piuttosto perchè lo era per tutti, in un certo senso.

Spensieratezza, ma anche creatività immensa: talmente grande che ce n'era un pò anche per noi ragazzini: musica, film, libri, videogames... Per e con ragazzi.

Il grande assente dei nostri tempi, se ci pensate, è l'adolescente: è come se l'evoluzione oggi prevedesse il passaggio diretto dall'infanzia all'età adulta. Bambini ammazzati riempiono i notiziari, ottuagenari riempiono nei film ed in tivvù spazi che erano riservati ai più giovani. Commistione, confusione, ma poca adolesenza, in particolare i problemi ad essa legati.

Mi ricordo quando andavo a scuola quanti film dedicati al nostro mondo ci facevano vedere: film che consideravo inguardabili, buoni per saltare un paio d'orette di lezione, ma dei quali oggi riscopro il valore, soprattutto esistenziale, anche dei più mediocri. E' la legge dell'irripetibile, non è più possibile oggi fare un film negli anni '80 per cui quelli che ci sono assumono il carattere di irripetibilità ed il loro valore intrinseco aumenta.

Un valore che esplode ora, in un periodo in cui ad imperare ad Hollywood ci sono tipi come Adam Sandler... Avete ragione anche voi, certo c'erano più depressi, maniaci, froci e cocainomani (o forse no?) ma paradossalmente non sono proprio questi i colori della vita? Non riceviamo gli insegnamenti più importanti proprio da chi ha sbagliato prima o al posto nostro? Ecco perchè piangiamo Michael Jackson o Whitney Houston.

Altro paradosso per me è che, pur non avendo avuto particolari problemi in gioventù, mi ritrovo ad averne molti oggi. Ecco perchè ogni giorno riscopro una parte di me del passato: ma quanti film ho visto e non me ne ricordavo più nemmeno l'esistenza? Infiniti tesori che contengono chiavi segrete che riaprono cassetti chiusi nella mia memoria, rimossi e strarimossi.

Drammi da separazione, drammi da autismo giovanile, ..., mi viene da pensare che siamo passati dalla finzione alla realtà, dalla fiction alla cronaca in un balzo, eppur sempre e comunque da spettatori. Forse in quegli anni non eravamo pronti ai cambiamenti che stavamo subendo, o forse lo eravamo meno di oggi, visto che preparati non lo si è mai, e solo i film tentavano di indovinarne le conseguenza, molti presumibilmente ispirati da clamorosi fatti di cronaca, oggi nemmeno da terza pagina.

[Ricordo che in quinta elementare aprì, proprio di fronte alla scuola, il primo supermercato del paese, che rivoluzione! Stavamo proprio messi male, verrebbe da dire... ]

Drammatici divorzi, drammatiche lotte di lavoratori indifesi contro prepotenti potentati monopolistici: c'era tutto e c'è tutto!

Se, poi, collegate i temi sopra citati con la migliore attrice protagonista del 2012 potrete anche godervi del buon cinema.

Quello che davvero mi lascia perplesso e che non capisco è perchè nell'Era della Comunicazione non si comunica più. Nell'Era della Globalizzazione i Paesi non si parlano. Tu lo sai davvero come sto oggi o ti fidi di quello che sta scritto sulla mia pagina personale? Lo sai come stanno oggi in Albania o il fatto che non se ne parla ti fa presumere che, sì, oggi in Albania stanno tutti bene?

Ecco, un'altra cosa che odio è la totale mancanza di approfondimento! Oggi non si approfondisce più nulla: "hai sentito cos'è successo in Timbuctù?" - "No, ma tu hai sentito della moglie del sindaco?"... Avete mai pensato di verificarle le notizie o siamo fermi alla sciura Maria del mercato? Eppure ci sono infinitamente più strumenti che in passato...

Ci associano alla Grecia o al Portogallo quando siamo infinitamente più ricchi, dicono che il mondo sarà in mano alla Cina o all'India, quando sono Paesi ancora poverissimi e che difficilmente saranno sostenibili ed interi in futuro... Però sentiamo dire tutto ciò e lo assimiliamo indistintamente: assimilatori, ecco quello che siamo! Sette miliardi di enormi assorbenti incapaci di prendere realmente coscienza di sé.

A proposito, io intanto ho preso appuntamento dallo psicosociologo: ho appena scoperto che non esisto in conseguenza dell'essere stato taggato...

Personaggio in cerca d'amore

Morti del cuore, quarta parte.


A Michael,
dedica postuma anche se ci sei ancora.

Caro Michael


questa lettera non partirà mai dalle mie mani e, per questo motivo, mai leggerai queste mie parole.


Voglio solo farti sapere che, come forse avrai capito, mi sono terribilmente invaghito di te. E' un periodo, l'inverno, in cui la mia mente vaga di notte in quelle multiformi dimensioni alternative simili alle sconfinate campagne ghiacciate della mia regione.


Mi sono innamorato della tua tragedia, della vita che hai fatto e che, forse, qualche conseguenza ha portato. La compassione, poi, ha fatto tutto il resto spalancando le porte del cuore.


Mi sono innamorato, ma forse lo sono sempre stato, della felicità di anni che non sono più.


E' un'infatuazione che è quasi commozione: non sono molto ferrato sui sentimenti, almeno credo.
Bello come un eroe tragico, la nostalgia mi fa dimenticare le tue mancanze, difetti che da adolescente non tolleravo.


In quei film folli è imbrigliato il tuo viso, la tua pelle liscia: ricordo quando anch'io sono stato bello e quando la mia pelle era ardentemente desiderata. Fortuna immeritata dell'età...


Destinto crudele, perchè ti porti via sempre il meglio?


Andrà a finire che ancora una volta mi innamorerò del mio passato, dell'io passato. Ancora un volta? No!


Amore, compassione, pietà: in questa folle epoca i nervi non funzionano bene e temo di confondervi inesorabilmente.


Amore, compassione, pietà: che differenza c'è?

[M.R.16.II.2012]

Una visione d'amore

Morti del cuore, terza parte.


Durante la feste di Natale ricordo di aver scorto in galleria Vittorio Emanuele II a Milano lo Stefano di quella famosa coppia di disegnatori d'abiti.
Piccolo, nonostante sia il più alto, magro e grigiastro, con quel giubbino a quadri blu e verdi magari della concorrenza, camminava abbracciato stretto stretto ad un insignificante ragazzo poco più giovane, probabilmente un collaboratore.

A quanto pare solamente io lo riconobbi, giacché la galleria lo ignorò. Ci credo, sembrava malato!

Quella strana visione mi frullò in testa per un pò e, come al solito, produsse in me una tempesta di pensieri. 

Perchè quando il destino ti concede la condizione di privilegiato abbandoni quei sentimenti che ti furono fondamentali quando nessuno credeva in te?

Mi sono immedesimato in una vita non mia, come mi capita di sovente, e ho scritto un romanzo nella mia testa. Tanti gli sfizi che si è potuto togliere il personaggio di quella mente maliziosamente comune, qual è la mia, probabilmente più di quelle che la realtà ha tolto, forse meno.
Forse meno, perchè penso ancora sia sconvolgente una vita fatta di stupefacenti, come era tipico per le celebrità americane degli anni '80 e '90. Diciamo come è tipico per le celebrità, punto.

Divago, come al solito.

Quello che mi interessa ora è la domanda fondamentale: chi ci accompagnerà nel corso della nostra vita?
Sarà una persona, un animale, forse un'automobile? O magari un'abitudine, un fastidioso acciacco o, ancora, un romanzo eternamente incompleto? L'amore può esserci per tutta la vita? Intendo, quello reciproco?

Io non ho molta esperienza in merito, so solo che gli amori della mia vita sono stati troppo pensati, discussi, anche se intensi, quello si. 
Tante volte mi sono innamorato, il più delle volte erano amori impossibili da veder corrisposti. Ora sono terribilmente invaghito di mio cognato, diciamo così.
La sua naturale spensieratezza ed il viso che pare un calco del volto di Michael J. Fox me lo fanno apparire come un personaggio uscito dalla televisione della mia infanzia.

Una visione d'amore, appunto.

Possibile che ci si possa innamorare di un'idea di persona? Di un personaggio?

Un amore destinato alla delusione, si direbbe, non foss'altro che per la non corrispondenza con l'interprete, peggiore o migliore che sia, rispetto all'interpretato.
Giusto per rimanere in zona "Scala".
Negli ultimi tempi mi sto quasi convincendo a sposare me stesso, insomma a lasciar perdere tutto.
Il problema è che non sono una persona facile con cui convivere e biasimo con tutto il cuore chi potrebbe arrivare a questa scelta: perdi solo tempo!

E poi? Poi, però, chi si occuperà di me quando mi sentirò bloccato e avrò bisogno di conforto, ossia tutti i giorni?
Il problema è che mi sono abituato a guardare troppo la vita degli altri e, a volte, ad innamorarmi degli amori degli altri.

Forse la mia visione d'amore è semplicemente un fantasma, forse l'unico che mi accompagnerà per tutta la vita.

[M.R.16.II.2012]

Ritorno al futuro!

Dalla serie: Morti del cuore


Segue da: Gli anni '80, l'America e la redenzione di Whitney, uscito dalla mia testa il 15 u.s. e pubblicato su questo mezzo il giorno seguente. Oggi che giorno è?

[Mi chiedo]
Perchè quello che era contemporaneo ed inutile,
finisce col tempo per acquistare valore,
verosimiglianza, spessore?

[Spiego]
Quelle che seguono sono semplicemente citazioni di un film da quattro soldi, inutile, oggi per me importantissimo. Soggettività od oggettività? Prova:

Sento che non potrei sopportare questo tipo di rifiuto;

Ho sempre sognato di vedere oltre i miei anni;

Pesante? Ma perchè è tutto pesante per voi del futuro,
avete problemi con la gravità?;

Per forza il vostro presidente è un attore (*),
deve essere bello in televisione!


[M.R.16.II.2012]

Nota: non cito il personaggio, ritenendo che la frase in questo modo cresca, anonima, nella nostra testa.

(*) siamo nel 1985 ed il presidente degli Stati Uniti è Ronald Reagan.

Gli anni '80, l'America e la redenzione di Whitney!

Dalla serie: Morti del cuore


In questi giorni sono preso da una grande nostalgia, di quelle che ti prendono quando sei partecipe di una storia tragica, epica.

Questo è un blog "istituzionalizzato", direbbe Red de "Le ali della libertà", ossia un diario vero e proprio che raccoglie i miei pensieri e non fa commentare nessuno, come è giusto che sia secondo il Tonnopensiero.

Mi affascina ed incuriosisce moltissimo immaginare se qualcuno mi legge, pensa e riflette su quello che scrivo. E questo rimane per me un mistero, visto che non ci sono né statistiche né spazi di discussione, come sopra spiegato, su questo piccolo spazio virtual-mentale.

La nostalgia è partita dalla morte di Whitney (un mio collega blogger parlava di una cassetta come tesoro...). Un pezzo della mia adolescenza: un pezzo di anni '80 che se ne va per sempre, come già aveva fatto Michael Jackson e, come lui, tutti quei personaggi indissolubilmente legati al loro ruolo e che, bambino, mi ero ormai abituato a vedere, appunto, in quel ruolo: Reagan, il Papa, ecc...

Ma anche meteore colossali come Cobain o River Phoenix, per stare sul filone Kingiano. Ricordi di un'estate... Quell'estate che una volta era un'istituzione: ogni anno arrivava e non ti deludeva mai! Tre mesi! Tre mesi di fancazzismo totale, magari accompagnati da giri in bicicletta, partite di pallavolo e qualche romanzo buttato qua e la: Doyle, Verne, Asimov... Asimov! Ma anche Vance e quella bomba anni '60 che mi fece infatuare definitivamente di quella Superpotenza che sarebbe rimasta, poi, sola alla guida del mondo ma non per molto...

Tragedia, appunto. Tutti gli imperi muoiono, prima o poi...

Dove l'ho sentita questa?

Tragedia, ma anche solitudine: Una visione d'amore avrei voluto intitolare questo post, ma accortomi che avrebbe contenuto ben poco ho preferito lasciarlo in stand by... Stand by me: ritorna King.

Un filtro, ecco! Un filtro mi avvolge e tiene lontane le persone: paura di espormi, paura di condividere. Jimi Paradise. Un personaggio: chi è? Non sono mica io...

Miky, chi è? Mica sono io...

Un filtro mi avvolge, ma non l'ho costruito io! Molti mi abbandonano, non vogliono più parlarmi. Altri mi snobbano: oddio, ancora quello... Cos'avrò mai fatto?!?!

Una proposta di lavoro! Speranza! Rivalsa! Troppo, troppo lontana...

Io sono io! Non chiedermi cosa so fare, come fai a non saperlo... Io sono io!

Io sono io, io sono io, io sono io...

King, re... Grazie ad internet, oggi posso informarmi su ciò che una volta potevo solamente vedere. Stephen King viene definito da alcuni come l'autore più importante del '900. Sconvolgimento! IT! Ecco cos'era King nella mia adolescenza. Un autore da blockbuster da quattro soldi che poteva leggere solo una come Psyco, mia sorella.

King... Ora mi emoziona, il cuore mi fa male leggendolo: io sono lui, lui è me. Gli anni '80 sono in lui, come sono in me. La tragedia, l'orrore, non sono altro che caratteri dell'animo umano, sono insiti nella nostra natura: in una frase sono dentro di noi!

Ecco perchè ci riconosciamo nella tragedia: Le ali della libertà, Stand by me, Kurt, River, Michael, Whitney e tanti altri... Vogliamo parlare di Michael J. Fox e della sua malattia? Gli anni '80 stanno morendo ma, forse, sono già andati oltre quello che è il ciclo naturale degli eventi: in effetti siamo nel 2012!

A proposito, non finisce il mondo nel 2012? Altra tragedia, non possiamo proprio farne a meno...

Si prendono la tua vita, è tutto quello che vogliono... Cito ancora Red. Parlava di Brook Hatlen, l'anziano bibliotecario che si suiciderà dopo la concessione della libertà sulla parola. Dopo quarant'anni non si riconosceva più nel mondo esterno: quelle mura che l'avevano imprigionato avevano finito per proteggerlo: quante automobili - dirà - mi ricordo di averne vista una, una volta, ma ora sono dappertutto!

Chissà se succederà anche a me, una volta tornato alla vita reale, se mai succederà?

Io sono io, io sono io, io sono io...

Qualcuno sa se si può impazzire di solitudine? Ah, già, non potete rispondere... Provate a trasmettermelo mentalmente, magari funziona. Sapete, qualcuno di quelli che conosco che cercavano l'amore da una vita sembra l'abbiano trovato. Fortunati. O no? Io ci sono già passato e nell'amore non credo più: dopo tutto quello che ho passato, mi innamorerei solo di fronte ad un sacrificio estremo fatto per me, tutto il resto è noia...

Dove l'ho sentita questa?

Ormai mi hanno abbandonato quasi tutti. E' come una maledizione, ma per uno come me è anche una benedizione: spiegare, rincorrere, discutere... Che fatica! Non mi ricordo in quale circostanza mi venne questa prefigurazione: una fine tragica in solitudine. La mia.

Me la sono segnata, non sia mai che si avveri. Avrei così la dimostrazione che qualcosa di magico esiste... Hey, un momento! Ma se si realizza, come faccio a verificarlo?

Oh, andiamo, Andrea! C'è di peggio: ricordi cosa dicevi del 27 gennaio?

Oh, per carità! Dobbiamo andare a prendere anche i morti, adesso?

Oh, cazzo! Ho ricominciato a parlare da solo... E a ridere da solo... Finisco sempre per ridere quando discuto con me stesso, sapete? E' più forte di me! Con me la tragedia, invece, ha poco a che fare. Voglio ridere e far ridere, nel senso buono. Dovreste sentirle le discussioni con Andrea, è così bello litigare con te!

Dove l'ho sentita questa?

Non so come concludere, anche i finali non sono il mio forte. Vorrei non veder mai finire un film, conludersi le pagine di un libro... Penso che metterò in cantiere Una visione d'amore, sì! Penso proprio che lo farò...

[M.R.15.II.2012]