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Lascia che il fiume scorra

cities


M.R.15.VI.2014

Libera traduzione - Let the river run by Carly Simon


Stiamo oltrepassando il limite,
Camminiamo sull'acqua,
attraverso la nebbia,
giovani e meno giovani.

Lasciate che il fiume scorra,
Che i sognatori
Sveglino la nazione!
Arriva una nuova pace!

Ecco innalzarsi la Città d'Argento,
luci del mattino
incrociarsi di strade,
E sirene che ti incitano
con la loro canzone.

Chiede che tu la prenda.
scuotendoti traballante.
stringendoti il cuore.

Grandi e piccoli
stiamo su una stella
sognando sentieri di luce
attraverso quest'alba oscura.

Chiede che tu la prenda!
Vieni con me adesso,
Il cielo è di quel profondo blu
che solamente hai visto
negli occhi del tuo amore.


Ideologie...


« Mi rendo conto di aver vissuto momenti della storia che sembravano immortali. Ho visto il nazismo di Hitler e il fascismo di Mussolini, che sembravano destinati a durare mille anni. E il comunismo dell'Unione Sovietica, che si credeva non sarebbe finito mai. Ebbene tutto questo oggi non esiste più. E allora perché mi dovrei fidare delle ideologie? »
(Doris Lessing)

Endemica tristezza


M.R.1.VII.2013

Non so perché noi, ragazzi degli anni '80, abbiamo sviluppato una sorta di apatia, di avversione per il mondo che ci circonda. Non so se è il fatto di aver passato l'infanzia in uno dei decenni più colorati e creativi degli ultimi secoli, o forse se è semplicemente il fatto che il mondo si è ingrigito.

Quello che è certo è che negli anni '80, gli anni della mia infanzia, si rideva tanto! Ridevamo in modo sano e genuino, consapevoli che dovessimo dedicare una certa parte della giornata a farlo, per il semplice piacere di farlo. E faceva pure bene alla salute.

Il mondo si fa più cupo, si va scolorendo. A dimostrazione il fatto che molte delle cose che mi circondavano durante la giovinezza vanno scomparendo e non perché siano sorpassate, ma perché fanno star bene. Oggi non c'è più il tempo per ciò che ci fa star bene, anche se in realtà ne abbiamo molto più che in passato.

Il tempo deve essere dedicato a qualcosa di produttivo, altrimenti è tempo sprecato: lo so perché se mi dedico alla lettura, al disegno, alla scrittura o alla poesia, nonostante l'infinito tempo che il destino mi ha regalato, mi sento terribilmente inutile.

Una visione d'amore

Morti del cuore, terza parte.


Durante la feste di Natale ricordo di aver scorto in galleria Vittorio Emanuele II a Milano lo Stefano di quella famosa coppia di disegnatori d'abiti.
Piccolo, nonostante sia il più alto, magro e grigiastro, con quel giubbino a quadri blu e verdi magari della concorrenza, camminava abbracciato stretto stretto ad un insignificante ragazzo poco più giovane, probabilmente un collaboratore.

A quanto pare solamente io lo riconobbi, giacché la galleria lo ignorò. Ci credo, sembrava malato!

Quella strana visione mi frullò in testa per un pò e, come al solito, produsse in me una tempesta di pensieri. 

Perchè quando il destino ti concede la condizione di privilegiato abbandoni quei sentimenti che ti furono fondamentali quando nessuno credeva in te?

Mi sono immedesimato in una vita non mia, come mi capita di sovente, e ho scritto un romanzo nella mia testa. Tanti gli sfizi che si è potuto togliere il personaggio di quella mente maliziosamente comune, qual è la mia, probabilmente più di quelle che la realtà ha tolto, forse meno.
Forse meno, perchè penso ancora sia sconvolgente una vita fatta di stupefacenti, come era tipico per le celebrità americane degli anni '80 e '90. Diciamo come è tipico per le celebrità, punto.

Divago, come al solito.

Quello che mi interessa ora è la domanda fondamentale: chi ci accompagnerà nel corso della nostra vita?
Sarà una persona, un animale, forse un'automobile? O magari un'abitudine, un fastidioso acciacco o, ancora, un romanzo eternamente incompleto? L'amore può esserci per tutta la vita? Intendo, quello reciproco?

Io non ho molta esperienza in merito, so solo che gli amori della mia vita sono stati troppo pensati, discussi, anche se intensi, quello si. 
Tante volte mi sono innamorato, il più delle volte erano amori impossibili da veder corrisposti. Ora sono terribilmente invaghito di mio cognato, diciamo così.
La sua naturale spensieratezza ed il viso che pare un calco del volto di Michael J. Fox me lo fanno apparire come un personaggio uscito dalla televisione della mia infanzia.

Una visione d'amore, appunto.

Possibile che ci si possa innamorare di un'idea di persona? Di un personaggio?

Un amore destinato alla delusione, si direbbe, non foss'altro che per la non corrispondenza con l'interprete, peggiore o migliore che sia, rispetto all'interpretato.
Giusto per rimanere in zona "Scala".
Negli ultimi tempi mi sto quasi convincendo a sposare me stesso, insomma a lasciar perdere tutto.
Il problema è che non sono una persona facile con cui convivere e biasimo con tutto il cuore chi potrebbe arrivare a questa scelta: perdi solo tempo!

E poi? Poi, però, chi si occuperà di me quando mi sentirò bloccato e avrò bisogno di conforto, ossia tutti i giorni?
Il problema è che mi sono abituato a guardare troppo la vita degli altri e, a volte, ad innamorarmi degli amori degli altri.

Forse la mia visione d'amore è semplicemente un fantasma, forse l'unico che mi accompagnerà per tutta la vita.

[M.R.16.II.2012]

Ritorno al futuro!

Dalla serie: Morti del cuore


Segue da: Gli anni '80, l'America e la redenzione di Whitney, uscito dalla mia testa il 15 u.s. e pubblicato su questo mezzo il giorno seguente. Oggi che giorno è?

[Mi chiedo]
Perchè quello che era contemporaneo ed inutile,
finisce col tempo per acquistare valore,
verosimiglianza, spessore?

[Spiego]
Quelle che seguono sono semplicemente citazioni di un film da quattro soldi, inutile, oggi per me importantissimo. Soggettività od oggettività? Prova:

Sento che non potrei sopportare questo tipo di rifiuto;

Ho sempre sognato di vedere oltre i miei anni;

Pesante? Ma perchè è tutto pesante per voi del futuro,
avete problemi con la gravità?;

Per forza il vostro presidente è un attore (*),
deve essere bello in televisione!


[M.R.16.II.2012]

Nota: non cito il personaggio, ritenendo che la frase in questo modo cresca, anonima, nella nostra testa.

(*) siamo nel 1985 ed il presidente degli Stati Uniti è Ronald Reagan.

Gli anni '80, l'America e la redenzione di Whitney!

Dalla serie: Morti del cuore


In questi giorni sono preso da una grande nostalgia, di quelle che ti prendono quando sei partecipe di una storia tragica, epica.

Questo è un blog "istituzionalizzato", direbbe Red de "Le ali della libertà", ossia un diario vero e proprio che raccoglie i miei pensieri e non fa commentare nessuno, come è giusto che sia secondo il Tonnopensiero.

Mi affascina ed incuriosisce moltissimo immaginare se qualcuno mi legge, pensa e riflette su quello che scrivo. E questo rimane per me un mistero, visto che non ci sono né statistiche né spazi di discussione, come sopra spiegato, su questo piccolo spazio virtual-mentale.

La nostalgia è partita dalla morte di Whitney (un mio collega blogger parlava di una cassetta come tesoro...). Un pezzo della mia adolescenza: un pezzo di anni '80 che se ne va per sempre, come già aveva fatto Michael Jackson e, come lui, tutti quei personaggi indissolubilmente legati al loro ruolo e che, bambino, mi ero ormai abituato a vedere, appunto, in quel ruolo: Reagan, il Papa, ecc...

Ma anche meteore colossali come Cobain o River Phoenix, per stare sul filone Kingiano. Ricordi di un'estate... Quell'estate che una volta era un'istituzione: ogni anno arrivava e non ti deludeva mai! Tre mesi! Tre mesi di fancazzismo totale, magari accompagnati da giri in bicicletta, partite di pallavolo e qualche romanzo buttato qua e la: Doyle, Verne, Asimov... Asimov! Ma anche Vance e quella bomba anni '60 che mi fece infatuare definitivamente di quella Superpotenza che sarebbe rimasta, poi, sola alla guida del mondo ma non per molto...

Tragedia, appunto. Tutti gli imperi muoiono, prima o poi...

Dove l'ho sentita questa?

Tragedia, ma anche solitudine: Una visione d'amore avrei voluto intitolare questo post, ma accortomi che avrebbe contenuto ben poco ho preferito lasciarlo in stand by... Stand by me: ritorna King.

Un filtro, ecco! Un filtro mi avvolge e tiene lontane le persone: paura di espormi, paura di condividere. Jimi Paradise. Un personaggio: chi è? Non sono mica io...

Miky, chi è? Mica sono io...

Un filtro mi avvolge, ma non l'ho costruito io! Molti mi abbandonano, non vogliono più parlarmi. Altri mi snobbano: oddio, ancora quello... Cos'avrò mai fatto?!?!

Una proposta di lavoro! Speranza! Rivalsa! Troppo, troppo lontana...

Io sono io! Non chiedermi cosa so fare, come fai a non saperlo... Io sono io!

Io sono io, io sono io, io sono io...

King, re... Grazie ad internet, oggi posso informarmi su ciò che una volta potevo solamente vedere. Stephen King viene definito da alcuni come l'autore più importante del '900. Sconvolgimento! IT! Ecco cos'era King nella mia adolescenza. Un autore da blockbuster da quattro soldi che poteva leggere solo una come Psyco, mia sorella.

King... Ora mi emoziona, il cuore mi fa male leggendolo: io sono lui, lui è me. Gli anni '80 sono in lui, come sono in me. La tragedia, l'orrore, non sono altro che caratteri dell'animo umano, sono insiti nella nostra natura: in una frase sono dentro di noi!

Ecco perchè ci riconosciamo nella tragedia: Le ali della libertà, Stand by me, Kurt, River, Michael, Whitney e tanti altri... Vogliamo parlare di Michael J. Fox e della sua malattia? Gli anni '80 stanno morendo ma, forse, sono già andati oltre quello che è il ciclo naturale degli eventi: in effetti siamo nel 2012!

A proposito, non finisce il mondo nel 2012? Altra tragedia, non possiamo proprio farne a meno...

Si prendono la tua vita, è tutto quello che vogliono... Cito ancora Red. Parlava di Brook Hatlen, l'anziano bibliotecario che si suiciderà dopo la concessione della libertà sulla parola. Dopo quarant'anni non si riconosceva più nel mondo esterno: quelle mura che l'avevano imprigionato avevano finito per proteggerlo: quante automobili - dirà - mi ricordo di averne vista una, una volta, ma ora sono dappertutto!

Chissà se succederà anche a me, una volta tornato alla vita reale, se mai succederà?

Io sono io, io sono io, io sono io...

Qualcuno sa se si può impazzire di solitudine? Ah, già, non potete rispondere... Provate a trasmettermelo mentalmente, magari funziona. Sapete, qualcuno di quelli che conosco che cercavano l'amore da una vita sembra l'abbiano trovato. Fortunati. O no? Io ci sono già passato e nell'amore non credo più: dopo tutto quello che ho passato, mi innamorerei solo di fronte ad un sacrificio estremo fatto per me, tutto il resto è noia...

Dove l'ho sentita questa?

Ormai mi hanno abbandonato quasi tutti. E' come una maledizione, ma per uno come me è anche una benedizione: spiegare, rincorrere, discutere... Che fatica! Non mi ricordo in quale circostanza mi venne questa prefigurazione: una fine tragica in solitudine. La mia.

Me la sono segnata, non sia mai che si avveri. Avrei così la dimostrazione che qualcosa di magico esiste... Hey, un momento! Ma se si realizza, come faccio a verificarlo?

Oh, andiamo, Andrea! C'è di peggio: ricordi cosa dicevi del 27 gennaio?

Oh, per carità! Dobbiamo andare a prendere anche i morti, adesso?

Oh, cazzo! Ho ricominciato a parlare da solo... E a ridere da solo... Finisco sempre per ridere quando discuto con me stesso, sapete? E' più forte di me! Con me la tragedia, invece, ha poco a che fare. Voglio ridere e far ridere, nel senso buono. Dovreste sentirle le discussioni con Andrea, è così bello litigare con te!

Dove l'ho sentita questa?

Non so come concludere, anche i finali non sono il mio forte. Vorrei non veder mai finire un film, conludersi le pagine di un libro... Penso che metterò in cantiere Una visione d'amore, sì! Penso proprio che lo farò...

[M.R.15.II.2012]