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Stato di Subalternità

M.R.18.XII.15


Sinceramente non sono sorpreso. Il passato ritorna, lo ha già fatto e lo rifarà ancora e ancora. Quello che mi sorprende è quanto facilmente il mio corpo torni a far fatica, a soffrire per questo continuo limbo, questo stato di subalternità senza fine.

Che fine farà il mio tavolo?

M.R.25.III.2015


table

Guarda questo tavolo! 
Probabilmente sopravviverà a me,
forse no. 
Vorrei portarmelo via,
ma non me lo lasceranno fare... 
Lo tocco: senso di rara realtà! 
Chiudo gli occhi e immagino
il senso del sogno col quale
mia madre lo scelse. 
Mi immagino lei e mio padre
scegliersi allora la vita che avrebbero voluto fare
e gli oggetti che l'avrebbero circondata. 
Quanto sogno,
quanta fatica, sprecati.

Occhio del Ciclone

Il Centro della mia arte sono IO


gauguin

Sono un grande artista e lo so. Proprio perché lo sono, ho sopportato molte sofferenze: per seguire la mia vita, se no mi considererei un bandito. Che è quello che sono, del resto, per molte persone. In fondo, che importa? Ciò che mi tormenta di più non è tanto la miseria quanto gli intralci continui alla mia arte, che non posso realizzare come la sento, e come potrei fare senza la miseria che mi lega le mani. Tu mi dici che ho torto a voler restare lontano dal centro dell'arte. No, ho ragione: da un pezzo so che cosa faccio e perchè lo faccio. Il mio centro artistico è nel mio cervello e non altrove, e io sono grande perchè non mi lascio frastornare dagli altri e perchè faccio quello che in me.

Gauguin
Lettera alla moglie

Nel vento...

vento

M.R.27.X.2014

Il cielo è limpido,
ma l'oscurità
mi avvolge.

Come il malato
che non sente i sapori,
il calore del sole
mi è indifferente...

Il freddo è
nelle mie ossa.
Di più: nei miei geni!

Ho una croce
sulla schiena
e una nel cuore.

Guardo il  mare,
fisso l'infinito immutabile.

Come Osservatore Maledetto,
il mio destino è segnato.



Ci sarà ancora un cielo?

Pensieri


kim carnes

M.R.22.V.2014

Ci sarà ancora un cielo
per me?

Mi sento soffocare,
il groppo in gola è
troppo grande...

Guardo in aria:
il cielo e le nuvole
mi tranquillizzano!

Quando non ci sarò,
tutto ciò sarà ancora.

Oggi un cielo per me non c'è,
chissà se ci sarà domani?

Un cielo solo per me,
Un cielo che mi sorride,
Un cielo che mi da speranza?

Lo sguardo basso
indugia sulle sofferenze terrene,
ma se alzo gli occhi...

Chissà se ci sarà sempre un cielo?
Chissà se ci sarà un cielo per me?


Biglietto d'Auguri

biglietto auguri

M.R.1.I.2014

Cara mamma, stupidità e ignoranza sono state e saranno la tua rovina, ahimè...
Alla famiglia: vivete talmente legati al passato che ci morite dentro.
A me stesso: è ora di prendere ciò che è mio!

- - -

Al mondo d'oggi: ci sono talmente tante informazioni che, prima o poi, qualcosa andrà perso...
All'Italia: non combattere i giovani, sostienili!
All'Economia: la stabilità paga, ma la novità ha un'attrattiva potentissima!

- - -

Ai pazzi della famiglia: Chi si sente in dovere di mostrare troppo spesso la propria opinione si sopravvaluta e, di sicuro, si illude della propria posizione nell'ordine cosmico...


Il mio rifugio

tonnopensiero
M.R.14.XII.13

Certo che la scrittura è proprio un bel rifugio: uno può anche avere idee strampalate ma ,se le butta tutte li dentro, non fa male a nessuno o quasi...

E una lacrima mi discese...



M.R.5.XII.2013. Sabato festeggio 3 anni da blogger.


Dovrebbe essere una festa, invece il mondo mi turbina tutto attorno, come un vortice grigio con un occhio aperto ad un cielo lontano che, mentre guardo lassù, tira pugni nascosti, invisibili, al mio stomaco.

Di sicuro non mi ci metto a rovinare la festa: non lo merita chi amo, chi mi segue, chi ha, giustamente, voglia di divertimento...

E infatti mi rifugio nel mio tonnopensiero, la mia casetta segreta, il luogo intimo che nessuno, per ora, può ed è riuscito a togliermi...

Guardo i post programmati e vedo, lì fermo al dicembre 2015, un post-congedo che scrissi tempo fa... Concedo non so da cosa... Dal blog, dalla famiglia... Ci son stati periodi nei quali sarebbe stato congedo dalla vita...

E, guarda caso, sarà proprio quella la data in cui, salvo miracoli, ci verrà tolta la casa, la mia amata casa, l'unico posto che finora ho davvero considerato casa!

E sento, ora come allora, le forze affievolirsi, il freddo tornare: un eterno Principe avrà pur diritto anch'egli ad un'abdicazione? Spero di si, almeno una soddisfazione nella vita me la voglio togliere, anche se quel Maledetto Re mi ha tolto tutto, trono compreso!

Ma che senso ha aver rabbia? Dovrei arrabbiarmi più con me stesso perché mai, per lassismo o opportunismo, mi son ribellato, mi son preso di diritto la mia vita anziché quella degli altri, oggi come allora. Ma non è stato, forse, proprio un ribellarsi quello che ho fatto? Un tentativo di cambiare le cose, aiutando chi si andava schiantando verso una cieca autodistruzione? Forse si...

Forse è solo un gioco della Coscienza che me lo fa credere, per essere almeno in pace con se stessa...

E le energie se ne vanno, come le persone al mio fianco...

Mai l'aiuto fu per me così raro come in questo momento!

Come Uomo nella Bolla, l'eterno Principe destinato ad un limbo senza luce né fuga le tenterà tutte, perchè mai sarà Re, ma lui ancora non lo sa...

Non sarà mai Re di nulla! Abundetis in omne...

Ma lui ancora non lo sa...



Ideologie...


« Mi rendo conto di aver vissuto momenti della storia che sembravano immortali. Ho visto il nazismo di Hitler e il fascismo di Mussolini, che sembravano destinati a durare mille anni. E il comunismo dell'Unione Sovietica, che si credeva non sarebbe finito mai. Ebbene tutto questo oggi non esiste più. E allora perché mi dovrei fidare delle ideologie? »
(Doris Lessing)

La crisi della realtà...




M.R.16.VII.2013


Sono sempre più convinto che questa crisi economica che ci attanaglia rallenterà sempre di più il progresso, perchè nella nostra testa ci riorganizziamo secondo i canoni dell'esistente, più convenienti, e non ci buttiamo sul nuovo, meno sicuro ed aleatorio.

- - -

Oh inconscio, ti prego,
rendi partecipe anche
la parte conscia della mia testa
di tutto quello che mi hai
voluto anticipare.

E se rifiutassi il sole?




M.R.11.VII.13


E' da una settimana che non esco di casa, eppure c'è il sole. E' da una settimana che non mi trovo, che non riesco ad agganciare un motivo. Non ho voglia. Non me la fanno venire.

Catastrofi dentro e fuori casa, un futuro sempre più monocolore. Siam troppo abituati al benessere per la rivoluzione che ci vorrebbe, stiam seduti, osserviamo il tempo passare.

Catastrofi alle porte. E' da una settimana che dovrebbe piovere e, finalmente, stanotte s'è deciso. Ora c'è ancora il sole, ma è più fresco. E' tutta la settimana che c'è il sole, ma non mi va di uscire. Una settimana che non esco di casa, una settimana da sganciato.

La bolla è scoppiata, ma fuori non c'è nulla: è come se una patina m'avvolgesse... Anzi, è come se una patina avvolgesse tutti gli altri e impedisse loro di capirmi, di capire che ho davvero bisogno!

Quante vite perdiamo così, quante menti preziose allo sbando dei tempi correnti, contributi utili ad una soluzione che nessuno vuole vedere, la decisione che nessun sano di mente vuole prendere.

Quando tu guarderai il cielo...




"Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere!" E rise ancora. "E quando ti sarai consolato (ci si consola sempre), sarai contento di avermi conosciuto. Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra, così, per il piacere... E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora tu dirai: "Sì, le stelle mi fanno sempre ridere!" e ti crederanno pazzo. "T'avrò fatto un brutto scherzo..." E rise ancora. "Sarà come se t'avessi dato, invece delle stelle, mucchi di sonagli che sanno ridere..."

Antoine de Saint-Exupéry

Endemica tristezza


M.R.1.VII.2013

Non so perché noi, ragazzi degli anni '80, abbiamo sviluppato una sorta di apatia, di avversione per il mondo che ci circonda. Non so se è il fatto di aver passato l'infanzia in uno dei decenni più colorati e creativi degli ultimi secoli, o forse se è semplicemente il fatto che il mondo si è ingrigito.

Quello che è certo è che negli anni '80, gli anni della mia infanzia, si rideva tanto! Ridevamo in modo sano e genuino, consapevoli che dovessimo dedicare una certa parte della giornata a farlo, per il semplice piacere di farlo. E faceva pure bene alla salute.

Il mondo si fa più cupo, si va scolorendo. A dimostrazione il fatto che molte delle cose che mi circondavano durante la giovinezza vanno scomparendo e non perché siano sorpassate, ma perché fanno star bene. Oggi non c'è più il tempo per ciò che ci fa star bene, anche se in realtà ne abbiamo molto più che in passato.

Il tempo deve essere dedicato a qualcosa di produttivo, altrimenti è tempo sprecato: lo so perché se mi dedico alla lettura, al disegno, alla scrittura o alla poesia, nonostante l'infinito tempo che il destino mi ha regalato, mi sento terribilmente inutile.

E in un mare mi perderò...

M.R.26.VI.2013


Non ho mai capito perché in mare mi son sempre sentito a mio agio. Forse la voglia di perdersi, forse la sensazione di libertà, forse la novità del sentirsi leggeri.

Nel mare mi sento vero, percepisco i miei movimenti, volo. Voglia di volare, voglia di perdersi.

Non so perché in mare mi sento a mio agio, so che succede, so che è vero. Non so se il mare è il mio futuro, spero tanto che lo sarà, qualunque cosa questo voglia dire.

Nel mare sento che siamo passeggeri, capisco che qualcosa comunque, dopo, resterà! E, allora, non mi importa più nulla...

Nel mare mi sento leggero...

... percepisco i mie movimenti...

... volo...

Intreccio mortale...


M.R.29.VI.2013

Non so voi, ma io considero l'estate il periodo migliore per la televisione: le trasmissioni inutili si concedono una lunga pausa, la stessa concessa al proprio celebre conduttore, e si comincia a trasmettere tanta roba vecchia!

Peter Sellers
L'altra sera hanno trasmesso La Pantersa Rosa - Il mistero Clouseau, film che ammetto di non aver mai visto da ragazzino, nonostante la passione per i cicli comici. Come d'abitudine ormai, mi sono poi buttato su Wikipedia per capire un pò di cose: innanzitutto il perchè della mancanza di Peter Sellers...

... Leggi, apri collegamenti, alla fine avevo sullo schermo una ventina di schede: un collage di tragedie!

Peter Sellers,
poco prima della morte
Scopro, innanzitutto, con mi grande stupore, che Blake Edwards e Peter Sellers non sono la stessa persona! Non so se capita anche a voi di associare mentalmente due termini ben definiti e separati, a me si: cosa vorrà dire? Non sarò mica malato?

Morale della favola, il film è del 1983, quindi Sellers era già morto! Un infarto se lo porta via nel 1980 a soli 54 anni. Mi ricordavo fosse invecchiato un pò di più...

Blake Edwards
Quindi nel film viene citato, ma non c'è! Scopro poi che Edwards aveva già usato spezzoni scartati di film precedenti per resuscitare in film successivi la morte di Sellers il nemico-amico. Tristezza... Va bene che Sellers non avesse un bel carattere, ma sfruttarlo in questo modo...

Leggi, apri link... Scopri poi che Edwards non solo esiste oltre Sellers, ma è anche spostato con Mary Poppins! Le ingiustizie della vita: in pratica Julie Andrews è la vedova Edwards... Stikazzi...

Julie Andrews,
a.k.a. Mary Poppins
Il film, comunque, è proprio brutto, glielo devo dire Mr. Edwards! Gira e rigira sono sempre gli stessi cliché, hai voglia a tagliare e ritagliare, cancellare e riproporre: così sono capace pure io...

Sellers, quindi, muore a soli 54 anni. Vita difficile, immortalata anche in un film, fatta di alcol e droga. Come dire: il successo non porta la felicità, ma evito perchè poi mi scapperebbe un non ci sono più le mezze stagioni e mi verebbe in mente il Trio, poi ci passo il pomeriggio su YouTube e non è cosa... Purtroppo, però, non è l'unico a soffire: Capucine, la famosa attrice e modella, si suicida a 62 anni buttandosi dalla finestra di casa sua, all'ottavo piano di un condominio residenziale. Anche lei recita nel ciclo della Pantera Rosa, ma l'intreccio non finisce qui...

Capucine
David Niven, che diventa attore quasi per caso, celebre volto dei film targati Disney e non solo, sospettato di essere il celebre ladro del ciclo, recita anche in questo ultimo film della saga, ma ci lascia le penne porello: muore proprio nell'83, anche se nel film non sembra molto sofferente... Niven si portava dentro una tragedia d'amore: perde la giovane moglie quando aveva solo 25 anni, morta per una caduta durante una partita di nascondino a casa dell'amico Tyrone Power, e qui è meglio che le tragedie le lasciamo perdere... In pratica la moglie di Niven cade dalle scale, batte la testa e muore il giorno dopo per le complicazioni... Che felicità!

David Niven
Tyrone Power
Cosa posso dire, se non che questo film è davvero una tragicomica. Certo, non ne faccio una recensione, lungi da me, è solo una constatazione. A volte dietro a dei bei sorrisi si cela tanta di quella sofferenza. Spesso, poi, dietro alla voglia di successo, alla smania di apparire, si nascondono tante di quelle pregresse tragedie... Non a caso, infatti, le biografie delle celebrità sono quasi meglio di certi film... À bientôt!

Invecchiare nella propria casa...

M.R.26.VI.2013


Chissà perché ho sempre pensato che casa mia ci sarebbe stata, sempre e comunque? Chissà perché ho sempre pensato che, in qualche modo, ci sarei invecchiato dentro? Del resto, giovane non mi son mai visto. Ho sempre pensato che avrei continuato a vedere quei soffitti, quelle vedute, sentiti quegli odori. I miei oggetti, le mie cose! Dove li metterò? Un ansia mi pervade, un brivido mi percorre la schiena... Ma è un attimo, poi la ragione ha il sopravvento e capisco che nulla è indispensabile: ciò che importa è dentro la mia testa, ammesso che regga.

Non so se ci avete mai fatto caso, ma le nostre amiche case lo sentono se sono abitate o meno: quando ne abbiamo di fronte una abbandonata lo capiamo, è come se si lasciassero andare, come il più trasandato dei randagi.

Chissà perché ho sempre pensato che avrei visto crescere quelle piante, intrecciarsi quei fiori? Ora non so nemmeno se al nuovo venuto tutto questo piacerà: magari rivoluzionerà tutto, forse taglierà il mio acero, piantato quando sono nato.

Ho chiesto aiuto alle piante girando nel parco: "Aiutatemi, almeno voi! Datemi la risposta che non ho, fate rinsavire chi ha perso la ragione, attirate qui quel miracolo che tutti aspettiamo e nessuno merita..."

Chissà perché tutto questo capita intorno a me?

Chissà cosa mai avrò fatto di male?

La verità è che avrei dovuto andarmene io e non ne ho mai avuto il coraggio: che sia questa una punizione? A volte ho il difetto di pensare che tutto ruoti intorno a me e le cose che succedono abbiano qualcosa da dirmi... Chissà se è così? Chissà...

Citazioni...

The Truth Inside The Lie 
“Fiction is the truth inside the lie.” 
― Stephen King
[ "La fiction è la verità dentro la bugia."
- Stephen King]

E sarà l'eclisse!


Abbiamo sbagliato.

Il mondo è cambiato: 
è ora un luogo oscuro.

Il freddo ci pervade la notte,
la paura durante il giorno.

Siamo soli, tutti assieme.

Conosciamo tutti e nessuno.

Sentiamo ma non ascoltiamo.

Il mondo è cambiato:
è il tempo della terza generazione!

L'abbiamo voluto,
ora non possiamo cambiarlo...

Il mondo è cambiato 
e non aspetta!

Il mondo è diverso!

... Un passo necessario...

Il mondo cambierà,
di nuovo.

E allora sarà luce, 
dopo l'oscurità.

Un passo necessario
per divenire maturi.

Il mondo è cambiato
e non aspetta...

M.R.17.IV.2013


Siamo alla vigilia del postumanesimo?

M.R.27.III.2013.Quantieventi.Tuttosembraportareli.Quantestorie:nessunachesichiude,altresiaprono.Quantieventi:iononcontonulla...Trasparenze.Eventi.Iononsononulla. --->

Tu non sei qui. Cerca di tenerlo a mente. 
Cerca di non ricordare dove sei in realtà. 
Sei in mezzo a un labirinto contorto di corridoi bui, tutti uguali. Stai scivolando giù
attraverso l’ultimo di essi. Vai spedito come il pistone di una siringa; poi, tutt’a un tratto, vieni espulso nello spazio aperto e sconfinato dell’interno. Appena qualche minuto fa vedevi lo spazio esterno, l’universo, e non sembrava più grande di questo posto. Lo spazio esterno, fondamentalmente, è qualcosa di familiare. È solo il cielo notturno, senza la terra sotto i piedi.
Questo posto non ha nulla di familiare. È trenta chilometri in lunghezza e otto in altezza, ed è più vasto di qualunque cosa tu abbia mai visto. È una stanza con dentro un mondo.
Per loro, è un mondo luminoso. Per noi è una caverna fredda e buia. Per loro, le nostre sonde più discrete sarebbero come gigantesche navi spaziali sospese sulle città
a perlustrare ogni cosa con fasci di luce abbagliante. Per questo lo osserviamo attraverso i loro occhi, con i loro strumenti, nei loro colori. Così, ciò che vedi è uno sfondo di un verde intenso, caldo, punteggiato da un’infinità di forme minuscole, vive, in una quantità di colori cui non sapresti neppure dare un nome. Ti viene da pensare a gemme, colibrì, pesci tropicali. E infatti il paragone con la foresta pluviale o la barriera corallina è piuttosto azzeccato. Questo è un ecosistema ben più complesso di tutta la Terra. Man mano che il tuo punto di vista si avvicina alla superficie, pensi a città fotografate dall’alto, o ai disegni di un circuito al silicio. Anche questo è un raffronto plausibile: qui, la distinzione fra naturale e artificiale non ha senso.
La visuale zuma avanti e indietro: da frattali di fiocchi di neve che danzano come in un caleidoscopio, mostrando arcobaleni, fino a vaste distanze avvolte in brume violette. Balza agli occhi la molteplicità e la diversità di questo posto. Non ci sono ripetizioni. Ogni cosa, qui, è unica. Ci sono affinità, ma non specie. Non puoi sottrarti alla visione. Silenzioso, inesorabile, il punto d’osservazione ti mostra di più, sempre di più. Finché la bellezza disumana eppure irresistibile di questo giardino, o città, o macchina, o mente aliena ti penetra nel cuore. Ne sei posseduto, la adori. Ma proprio quando ne sei perdutamente innamorato, lei ti rigetta. Ti rispedisce alla condizione umana, e all’oscurità.

Prologo da Cosmonaut Keep
© 2000 Ken MacLeod
© 2008 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., Milano
Prima edizione italiana Urania n. 1541 (dicembre 2008)

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--->Alloraperchévivere?Chescopoho?Devotrovarlo!...Devotrovarlo?Nonloso.Nonnehovoglia.Devotrovareunoscopo.--->


Quindi?