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La vita dissolta

Coi social e il blog bloccati, vecchie ombre tornano alla luce e la coprono, la confondono... Sento il futuro, ma ancora non lo vedo: cosa sarò? Chi può dirlo...


tonno+pensiero

M.R.25.II.2015


E così il passato torna. Pensavo peggio, ma il botto sarà graduale...

Si era fatto preannunciare, per cui niente sorpresa, ma solo tristi certezze. Eppure basterebbe così poco, giusto un paio di palle, ma non tutti siam fatti allo stesso modo. Eppure qualcosa è cambiato, io sono cambiato: me ne frega sempre meno, forse una valvola di sfogo si è attivata per evitare che esploda!

Qualcosa è cambiato, eppure tutto è come era prima. Paradossi, queste costanti della mia vita...

Non so bene cosa, ma so che qualcosa è cambiato. La vita che sogno rimane tale, non fa il minimo sforzo per avvicinarsi, non chiedo tanto, giusto un colpo di fortuna, uno solo!

La vita che vivo rimane tale, anch'essa, maledetta!

So solo che devo uscire, devo proprio uscire...

Grida uomo nella bolla, grida!

M.R.1.XII.2014


francis+bacon


Sono claustrofobico e mi hanno rinchiuso in una bolla.

Paradossi.

Immensa energia, creatività oscurata!

Chi mi ci ha costretto pagherà, ma ora gode insoddisfatto della carogna ancora viva...

Oh, uomo nella bolla, cosa ti hanno fatto! Rinchiuso in una prigionia imposta. Riuscirai a liberarti? Chi mai potrà farlo?

Ma io SONO LIBERO!

La prigionia mi ha liberato: ho conquistato la verità assoluta che agli uomini di buona volontà non è concessa!

SEI TU!

L'uomo nella bolla sei tu, non sono io!

Sei tu che siedi su quel trono, vedi tutto e non fai nulla! Sei tu che per favorire i tuoi capricci schiacci gli altri! Sei tu che nella disgrazia ti lecchi i baffi dell'avidità...

Sento che il mio tempo sta per finire... No: sento che il mio tempo non è mai cominciato! Luce di tenebra opprime il mondo come una cappa, l'uomo della Terra non è più cosciente, l'altrui detta il pensiero comune.

Oh, uomo nella bolla, tu sei libero! Sono gli altri a essere rinchiusi... E ora sei protetto!

Paradossi.

Oh, uomo nella bolla, verrà mai il tuo tempo? Ma, poi, il tempo cos'è? Sapranno mai che sei esistito, noteranno mai quello che hai fatto? Importerà a qualcuno che il tuo cuore piange ogni giorno?

Luce di tenebra.

Verità parziale.

Uomo nella bolla grida!!! Non ti devi liberare, ti devi risvegliare: produci, scrivi, disegna! Quello è il tuo destino. Per la felicità non c'è garanzia.

Uomo nella bolla grida! Qualcuno, forse, ti sentirà...


darth+vader

francis+baconfrancis+bacon

uomo+nudo

Immagini: opere di Francis Bacon


Musica consigliata (dal minuto: 8,10)



CUORE DI TENEBRA INFURIATI!

interstellar+poesia


Non andare docile in quella buona notte,
I vecchi brucino infervorati quando è prossima l’alba;
Infuriati, infuriati contro il morir della luce!

Benché i savi infine ammettano ch’era giusta la tenebra
Poiché le loro labbra nessun fulmine scagliarono
Non se ne vanno docili in quella buona notte.

Gli onesti, nell’onda ultima, urlando quanto fulgide
Le fragili opere potevano danzare in verdi anse
Infuriano, infuriano contro il morente bagliore.

I bruti che strinsero e cantarono il sole in volo,
E tardi appresero d’averne afflitto il corso,
Non se ne vanno docili in quella buona notte.

Gli austeri, morenti, scorgendo con vista cieca
Che gli occhi infermi splendono e gioiscono come bolidi
Infuriano, infuriano contro il morente bagliore.

E tu, padre mio, là sulla triste altura, ti prego,
Condannami, o salvami, ora, con le tue fiere lacrime;
Non andare docile in quella buona notte.
Infuriati, infuriati contro il morir della luce!

Dylan Thomas, “Non andare docile in quella buona notte”





Suoni suggeriti:



La vita è una cascata

waterfalls+gif


M.R.27.X.2014


E' un periodo strano, lo sappiamo tutti... Il mondo è cambiato senza che ci abbiano dato nuovi punti di riferimento e ci troviamo soli col nostro smartphone a farci da faro, soprattutto di notte per non andare a sbattere contro qualche porta. Il mignolo ne sa qualcosa...

Still mi linka Waterfalls cantata da Bette Midler e mi piace subito. La canzone è meravigliosa, molti la conosceranno... Parla dei problemi della vita, tanto per cambiare.

E, in effetti, la vita è una cascata, ci avete mai pensato? Gli eventi ci cadono addosso ed è tutta questione di spalle grosse!

In questi giorni a casa dei miei vedo la morte: ma la morte intesa come assenza di vitalità, di voglia di fare, di cambiare, migliorare, aiutare. Sembra la perfetta casa per ambientarci American Horror Story per lo speciale di Halloween: sono tutti zombie. Sono tutti zombie qui!

Dicono che ci stiamo impoverendo e viviamo in palazzi scintillanti come pochi nel resto del mondo! Dov'è la vera povertà, mi chiedo?

Nella privilegiata posizione che il destino mi ha riservato di disadattato a vita sono un Monaco Osservatore del mondo che va a rotoli: guardo, rifletto e non capisco. Basterebbe così poco...

Mia nonna diceva: Chi ha i denti non ha il pane, ecc...

Quante volte l'ho ripetuto! Solo la consapevolezza cosmica del mio nulla mi fa stare tranquillo: se faccio o non faccio non cambierebbe nulla, perchè l'Universo è immutabile e infinito, lo insegnano a scuola tra uno sciopero e l'altro...

Forse dovrei convertirmi al Buddismo per quanto sono diventato nichilista. Maledetto chi mi ha iniziato alla Filosofia...

Non so...

So solo che io ho le spalle forti, ma la cascata non l'ho provocata io e questo, un pò, mi fa incazzare!



Roma e l'EUR... Secondo Fellini

sottotitolo: Architettura, arte superiore.


moebius


M.R.10.X.2014




In questo raro documento del 1972 Federico Fellini, intervistato da Luciano Emmer, parla del quartiere metafisico. O meglio, così descrive l'EUR, il quartiere voluto da Mussolini per l'Esposizione Universale del 1942 e chiamato allora E42, quartiere che avrebbe dovuto celebrare le vittorie del nuovo impero italiano.

Architettura come arte superiore, privilegiata dal dittatore come massima espressività del regime e della sua forza, strumento privilegiato da re e autarchi.

In questo documento il famoso regista italiano mette in luce la sua passione per il quartiere "finto" proprio perchè scenico, quasi metafisico. Dice infatti che lo spettatore sembra inserito in un quadro e parla, appunto, di spettatore e non di abitante.


moebius


Quello che richiama, da sempre, l'uomo è infatti la ricerca del luogo, di un proprio luogo: il posto dove stare, dove stare bene, sentirsi a proprio agio.

Evidentemente Fellini si sarebbe sentito a proprio agio in un'architettura di De Chirico perchè solo, probabilmente avrebbe invidiato l'Uomo nella bolla.

E, in effetti, la condizione dell'Uomo nella bolla è, perchè no, metafisica! E' una condizione che sottende la realtà, ne fa da fondamento indi per cui l'uomo si trova in un filtro innaturale nella realtà fisica, la propria.

Vien da chiedersi se non sia proprio l'architettura uno strumento per superare la realtà, e quindi il disagio, e mettersi a contatto con un assoluto, quello forse dove stiamo più a nostro agio...

O, addirittura, se non sia possibile superare la propria condizione alienata se, sottesa, c'è la fondamenta metafisica che ti costringe a tale posizione...

Detto in parole povere: l'Uomo nella bolla è fottuto?

Continua...

L'uomo nella bolla: il ritorno

tonnopensiero


M.R.9.X.2014

Non dobbiamo dimenticare che l'anima umana
(per quanto creata a parte,
la nostra filosofia la presenta come ente)
è inseparabile
nella sua nascita e nel suo sviluppo
dall'universo nel quale è nata.

TEILHARD DE CHARDIN

Dateci dèi. Oh, dateceli!
Dateci dèi.
Siamo stufi d'uomini
e di potenza motrice.

DAVID H. LAWRENCE

Già mi sorprenderebbe il semplice fatto che tu legga questo scritto. Ma non sarebbe la prima volta che gli eventi mi sorprendono. Gli ulti­mi anni sono stati per me una successione di eventi improbabili, cia­scuno più straordinario e, a quanto pare, inevitabile del precedente. Scrivo infatti per condividere con altri questi ricordi. Forse non pro­prio per condividerli (lo so, è molto poco probabile che qualcuno tro­vi i miei scritti) ma soltanto per mettere sulla carta la serie di eventi, in modo da darle nella mia mente forma compiuta.
"Come so ciò che penso, finché non vedo ciò che dico?" scrisse uno scrittore pre-Egira. Per l'appunto. Devo vedere quegli eventi, per sape­re che cosa pensarne. Devo vedere gli eventi mutati in inchiostro, le emozioni mutate in pagina stampata, per credere che siano davvero accaduti e che mi abbiano toccato.
Se leggi questo scritto per la stessa ragione per cui io lo scrivo... per ricavare dal caos degli ultimi anni una sorta di schema, per imporre una parvenza d'ordine alla serie d'eventi in fondo casuale che ha rego­lato la nostra vita negli ultimi decenni standard... allora forse, tutto sommato, lo leggi per la giusta ragione.
Da dove iniziare? Da una sentenza di morte, forse. Ma quella di chi? La mia, o di lei? E, se la mia, quale delle mie? Ho varie morti fra cui scegliere. Ma forse quest'ultima, la mia morte definitiva, è la scelta appropriata. Iniziare dalla fine.
Scrivo questi fogli mentre mi trovo, come il gatto di Schròdinger, in una scatola che gira in orbita alta intorno a un pianeta in quarantena, Armaghast. La scatola non è affatto una scatola, ma un ovoide dalle pareti lisce, solo sei metri per tre: fino al termine della mia vita, sarà tutto il mio mondo. L'interno è in pratica una cella spartana che com­prende la scatola nera per riciclare l'aria e i rifiuti, la cuccetta, il sintetizzatore di cibo, uno stretto ripiano che mi fa da tavolo da pranzo e da scrittoio, e infine il water, il lavandino e la doccia, posti dietro un tramezzo di fibroplastica per ragioni di decenza che mi sfuggono: qui nessuno verrà mai a farmi visita. La riservatezza mi pare una vuota battuta umoristica.
Ho una tavoletta di scrittura e uno stilo. Terminata una pagina, ne faccio una stampa su micropergamena ottenuta dal riciclatore. Du­rante ogni giornata, l'unico cambiamento visibile nel mio ambiente è il lento accumulo di pagine sottili come un'ostia.
La fiala di gas venefico non è visibile. Si trova nel guscio statico-dinamico dell'ovoide ed è collegata all'apparecchio per filtrare l'aria, in modo tale che un tentativo di manomissione provocherebbe la fuoruscita di cianuro; e analogo risultato si avrebbe, se si tentasse di forzare il guscio stesso della mia cella. Nell'energia solidificata del guscio so­no fusi anche il rivelatore di radiazioni, il suo timer e l'isotopo. Non so mai quando il timer casuale attiva il rivelatore. Né so mai quando lo stesso timer casuale apre la schermatura di piombo del minuscolo isotopo. Non so mai quando l'isotopo emette una particella.
Ma saprò quando il rivelatore sarà già attivo nell'istante in cui l'isotopo emette una particella. Dovrei sentire l'odore di mandorle amare, in quel secondo, o paio di secondi, prima che il gas mi uccida.
Mi auguro che non duri più d'un paio di secondi.
Tecnicamente, secondo l'antico paradosso della fisica quantistica, al momento non sono né morto né vivo. Sono nell'indeterminazione di onde di probabilità parzialmente sovrapposte, come il gatto dell'esperimento filosofico di Schrödinger. Poiché il guscio della sca­tola è poco più che energia solidificata pronta a esplodere alla minima intrusione, mai nessuno vi guarderà dentro per scoprire se sono morto o se sono ancora vivo. Teoricamente, nessuno è responsabile diretto della mia esecuzione, poiché le immutabili leggi della meccanica quan­tistica mi perdonano o mi condannano da ogni microsecondo a quello successivo. Non ci sono osservatori.
Ma io sono un osservatore! Io aspetto, con qualcosa di più del fred­do distacco d'un osservatore, questo particolare collasso delle onde di probabilità. Nell'istante in cui inizierà il sibilo del cianuro, ma prima che il gas mi arrivi ai polmoni, al cuore, al cervello, io saprò in quale modo l'universo ha scelto di riordinarsi. Almeno, lo saprò per quanto riguarda me. Cosa che, a pensarci be­ne, è l'unico aspetto della determinazione dell'universo al quale la maggior parte di noi è interessata.
Nel frattempo, mangio e dormo e produco rifiuti e respiro e seguo l'intero rito quotidiano di ciò che si può in definitiva dimenticare. Ec­co l'ironia: in questo preciso momento, io vivo... se "vivere" è la pa­rola esatta... solo per ricordare. E per scrivere di ciò che ricordo.
Se leggi questo scritto, quasi certamente lo leggi per la ragione sba­gliata. Ma, come tanto spesso accade nella vita, la ragione per fare una cosa non ha importanza. Rimane l'azione compiuta. Alla fin fine, contano solo due fatti immutabili: io ho scritto queste pagine e tu le leggi.
Dan Simmons, Endymion


Reagire o non reagire? Questo il problema... Siamo arrivati al fatidico "punto del vaffanculo", altrimenti conosciuto con la fatidica goccia che non sta nel vaso.

Ho deciso che devo mandare un bel po' di vaffanculo, per posta prioritaria e con ben specificato il mittente!

Ma si, che lo sappiano! Sapranno che sono tornato nella bolla, diranno che me la tiro, diranno che non mi faccio sentire, diranno quel che diranno visto che di fiato ancora ne hanno tanto.

Non mi piace, non mi piace proprio! Questo finto buonismo, quest'altruismo da quattro soldi: non me ne faccio nulla, anzi ne faccio volentieri a meno.

Quell'altro poi... Chiede pure dei favori!

Con che coraggio! Ma che ti sei bevuto? Anzi, fumato sarebbe meglio dire... Ti meravigli? Ti meravigli?? Ti meravigli che ti dico no??? CREPA!

Andatevene un po' tutti a fare in culo!

Andate a fare in culo!



Il mio cuore stanco

Sottotitolo: Uscire dalla propria maledizione!


tonnopensiero


M.R.4.X.2014

Il destino di ogni uomo
è personale solo perchè può accadere
che assomigli a ciò che è già
nella sua memoria.
E. Mallea

Una stella nera appare, uno punto oscuro
nella chiarità del cielo notturno.
Luogo oscuro e punto di passaggio verso il riposo.
Raggiungilo, attraversa il fine tessuto di questo
cielo protettivo, riposa.
P. Bowles - Il cielo protettivo


Nella mia vita è capitato, raramente ma è capitato, di avere dei momenti fortunati, come dire dei picchi improvvisi di successo.

Pensavo l'altro giorno che aver tentato di chiudere con certe situazioni non mi ha garantito che queste stesse situazioni abbiano la voglia di chiudere con me.
Succede così che, come in una storia dall'eterno ripetersi, questi sprazzi di speranza siano tornati a farsi vedere e con loro, immancabili, le mie maledizioni.

Ho capito, quindi, che il mio destino è genetico, sta scritto nei miei geni, proprio così: nella mia famiglia!

Pertanto ci devo convivere. E, in effetti, tutta la mia vita è stata condita dalla tragedia e sono stato io a non avere la forza, il coraggio di distaccarmene.
Ma poi, avrei potuto farlo? Ho sempre pensato che quella voce interiore che mi diceva di fregarmene, di non impegnarmi così tanto, non solo aveva ragione col senno del poi, ma stava semplicemente dicendomi "non vale la pena", "stai sprecando il tuo tempo, goditelo!".

Sono stanco, me lo dice il mio fisico tutto.

La mia mente, furba, ormai alla deriva tenta il "gioco dell'ubriaco" in un ultimo, disperato, tentativo di sopravvivenza.
Percepisco, sento, di non avere comunque scampo, intuisco che se ci son state delle buone carte, ormai le ho giocate.

Non sento più mio il mondo: lo osservo, capisco che è invecchiato male e non ne voglio fare parte.
Non mi sento più parte della mia famiglia, ho smesso di amarla senza volerlo, non ne sono più capace.

Nausea. Vomito.

Un troppo breve salto nella luce alta mi fa ripiombare, più consapevole, nel buio che mi ha sempre circondato e che mi sono accorto di osservare ormai come albero nella nebbia.

Chissà come sarebbe stato avere una vita? Dieci anni, chiedo solo dieci anni...

Ho superato il temuto e preventivato punto di non ritorno: non ho più voglia di ricominciare, non è più il tempo, non cambierebbe nulla...
Il mio corpo ha parlato: questo mondo non ha più nulla da darmi!



Voler a tutti i costi morire

vintage games


M.R.26.XII.2013

Detto francamente, non credo che mi sorella supererà l'anno. Vi prego, però, non datemi del cinico, oramai le abbiamo provate tutte e all'inizio ero solamente io a dire la verità, ero il cattivo. Ha così tanta voglia di morire, di autodistruggersi, che pare giocare... Come quando si era bimbi... 
Se torno a quegli anni non riesco proprio a capirla ora, se mi guardo, invece, forse un poco la comprendo... 
Come è facile arrendersi, come è difficile capire che facciamo male solo a noi stessi!


Una psicosi del personale

underwater gif


M.R.26.XII.2013

Succede poi che ti accorgi che la bolla non potrà mai esplodere! Una psicosi del personale avvolge oramai tutti noi e non è semplice egoismo. 
E' una malattia che ci fa vivere il tutto rapportato a noi stessi: se qualcuno ci viene a mancare ne soffriamo perchè non ci sarà più per NOI, non perchè è dipartito di per sé; se qualcuno ci vuole bene, deve DARCI qualcosa, non ci basta il bene incondizionato e così via, ognuno di voi può sicuramente personalizzare gli eventi... 
Capita, poi, che la bolla ti avvolga e tu non possa interagire più con nessuno, perlomeno non come gli altri possano rapportarsi a te: allora diventi inutile, superfluo e chi se ne importa se tempo fa la situazione era ribaltata, capovolta? Chi si ricorda quando e quanto tu ti sia sacrificato per loro...?
Succede anche che diventi meno interessante, meno importante... 
Succede che diventi trasparente... 
Capita quando il mistero è svelato, capita quando cominciano a dire "ormai lo conosco"... 
Capita allora che sperimenti l'esperienza del tappeto, quando cioè tutti cominciano a camminarti sopra come se non esistessi ma al contempo il tuo posto prefissato sia comunque quello, nonostante tutto ti sia già passato sopra come uno schiacciasassi. 
Capita che ti chiedi che senso abbiano gli affetti e se non sia tutto una questione di psicosi del personale, quando cioè tutto è rivolto a se stessi e l'altro diventa accessorio.



Il mio rifugio

tonnopensiero
M.R.14.XII.13

Certo che la scrittura è proprio un bel rifugio: uno può anche avere idee strampalate ma ,se le butta tutte li dentro, non fa male a nessuno o quasi...

E una lacrima mi discese...



M.R.5.XII.2013. Sabato festeggio 3 anni da blogger.


Dovrebbe essere una festa, invece il mondo mi turbina tutto attorno, come un vortice grigio con un occhio aperto ad un cielo lontano che, mentre guardo lassù, tira pugni nascosti, invisibili, al mio stomaco.

Di sicuro non mi ci metto a rovinare la festa: non lo merita chi amo, chi mi segue, chi ha, giustamente, voglia di divertimento...

E infatti mi rifugio nel mio tonnopensiero, la mia casetta segreta, il luogo intimo che nessuno, per ora, può ed è riuscito a togliermi...

Guardo i post programmati e vedo, lì fermo al dicembre 2015, un post-congedo che scrissi tempo fa... Concedo non so da cosa... Dal blog, dalla famiglia... Ci son stati periodi nei quali sarebbe stato congedo dalla vita...

E, guarda caso, sarà proprio quella la data in cui, salvo miracoli, ci verrà tolta la casa, la mia amata casa, l'unico posto che finora ho davvero considerato casa!

E sento, ora come allora, le forze affievolirsi, il freddo tornare: un eterno Principe avrà pur diritto anch'egli ad un'abdicazione? Spero di si, almeno una soddisfazione nella vita me la voglio togliere, anche se quel Maledetto Re mi ha tolto tutto, trono compreso!

Ma che senso ha aver rabbia? Dovrei arrabbiarmi più con me stesso perché mai, per lassismo o opportunismo, mi son ribellato, mi son preso di diritto la mia vita anziché quella degli altri, oggi come allora. Ma non è stato, forse, proprio un ribellarsi quello che ho fatto? Un tentativo di cambiare le cose, aiutando chi si andava schiantando verso una cieca autodistruzione? Forse si...

Forse è solo un gioco della Coscienza che me lo fa credere, per essere almeno in pace con se stessa...

E le energie se ne vanno, come le persone al mio fianco...

Mai l'aiuto fu per me così raro come in questo momento!

Come Uomo nella Bolla, l'eterno Principe destinato ad un limbo senza luce né fuga le tenterà tutte, perchè mai sarà Re, ma lui ancora non lo sa...

Non sarà mai Re di nulla! Abundetis in omne...

Ma lui ancora non lo sa...



Cos'è il VUOTO?

Il vuoto è una condizione, una sensazione o solo un'illusione? Per me, in questo momento, è la realtà e l'illusione assieme e non so questo a dove porterà...

M.R.22.III.2013


"Edeard chiuse gli occhi mentre veniva sollevato con delicatezza. E' il momento in cui devo fare la mia scelta. E' stata una bella vita, questo giorno ne è la prova. Non una vita perfetta, ma non potrebbe mai esserlo. Torno indietro e la vivo di nuovo? E a che scopo? So che potrei soltanto vivere quei secoli di nuovo. Forse adesso sarebbe il momento indietro oltre la morte di Owain? Potrei tornare indietro fino ad Ashwell e impedire che i miei genitori siano uccisi. Salrana non verrebbe mai corrotta... Non era quella la vita per lui. Troppi brutti eventi si sarebbero dovuti svolgere ancora in un modo o nell'altro perché i due ultimi secoli potessero essere vissuti nella pace e nella speranza di cui lui aveva goduto questa volta. Avrebbe dovuto cambiare le cose per renderle almeno sopportabili. Il rischio era immenso. Mi farò guidare dal Signore Celeste."
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- Penso che abbiano fatto bene, considerando l'apatia generale - disse Tomansio. - Ci vorranno un paio d'anni perché tutto torni ai livelli pre invasione. Non aiuta il fatto che l'azienda di Likan al momento sia chiusa. Rappresentava una fetta enorme dell'economia planetaria. Il ministero del Tesoro dovrà intervenire e riportarla a galla... Saranno necessarie nuove elezioni per ripristinare la fiducia della poplazione nel governo.
- E questo è il problema principale - disse Oscar - A che scopo?

The Evolutionary Void
© 2010 by Peter F. Hamilton
© Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., Milano
Prima edizione italiana Urania Millemondi novembre 2012

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ALEXANDER!

M.R.9.II.2013

http://jimiparadise.deviantart.com/art/CRISI-0-351997459
Mi sono inserito nel tuo tempo,
luogo in cui amare e morire
coincidono!

Tempo, dove il legame del sangue
arriva ad uccidere!

Sentimi!

Mi sono buttato sulla tua testa!

Sono entrato nella tua mente,
e, allora, ho compreso...

... silenzio...

La tua sofferenza è anche la mia!

Tra morte e amore...

M.R.10.II.2012

Dal mio manuale strettamente privato: "Tipi da battuage!"

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Tra morte e amore


Salti, corri, guardi, annusi!
Come lepre che caccia,
anziché essere cacciata...

Guardi, valuti, non ti convinci...
Nemmeno tu sai
se esserci o non esserci...

Luogo di diletto,
ma anche di colpe
e paure istantanee e future...

Cosa ci fai qui?
Vuoi che te lo dica io?

Non distruggere te stesso!
Non imitare chi ti ha distrutto!

Questa non è vendetta,
è una maledetta infelicità!

Fermati, altrimenti troverai...

...solo vuoto!

Tu e te stesso,
e qualcosa che nulla ha a che fare
con entrambi!


* * *

Il sesso, per me, è così noioso e faticoso: dopo cinque minuti mi chiedo: "verrà prima o poi?". Quello che mi frega è che mi tenta, ma quanto è meglio limitarsi a guardare? 

Io nel vuoto:

Gli anni più belli



18 Settembre 2012
dodici anni! 
Tanto ti ho dato tra amore e, poi, amicizia. 
Dodici anni ho perso, i più belli della gioventù. 
Due volte mi hai fregato, ma alla terza non ci casco più! 
M.R.18.IX.2012

Ridatemi la vita promessa!

Continuano le avventure dell'uomo nella bolla...



Reality sucks! Così potrei riassumere quello che il mio pensiero, a fatica, cerca di cogitare. Uno slang sintetico. La realtà fa schifo! Oggi, nell'anno del Signore 2012, IO, trentenne (e)rotto, pluristudiato, quadrilingue escludendo il dialetto milanese, ho accettato un lavoretto estivo.

Cinquecento euro, questo vale il mio tempo. Cinquecento euro al mese, metà dei quali andranno in benzina, per un lavoro di merda, circondato da gente di merda!

Se solo penso a quegli squallidi figuri che circondavano il mio precedente lavoro di quasi-manager, al confronto con questi nuovi "reietti da film sulla malavita organizzata" mi paion oggi dei Gentiluomini, e forse ho già sbagliato il termine...

Ridatemi la vita promessa! Mi sentite? Signora Maria Giovanna che mi ha portato ad odiare la matematica fin dalle elementari, mi vuole dare il mondo di cui mi ha parlato? Singori professori, proprio voi che mi avete accompagnato dalle scuole dell'obbligo fin alle Università, mi volete spiegare dov'è quel mondo del quale avete imbevuto la mia povera vergine mente?

Il mondo è una merda! Tutto gira intorno ai soldi e chi ne ha di più degli altri sono proprio coloro i quali non dovrebbero averne: corruttori, mafiosi, lussuriosi fedifraghi bisessuali, ignoranti e volgari, cafoni ed irrispettosi, questi macinano l'altrui come lo schiacciasassi  appiattisce la sabbia.

Ora, proprio ora che mi hai rotto tutte le ossa, in questo medesimo istante della mia vita mi coli addosso tutto questo catrame annebbiante e soffocante che mi coprirà in eterno? Perchè? Perchè proprio a me? Io, angelo solitario innamorato della notte ammutolita dal freddo, macrocefalo deforme divoratore di libri dimenticati... Perchè?

Forse perchè non ho mai sognato un futuro ma semplicemente vissuto il presente? Si, ecco! Ho capito il perchè! Sono la vittima ideale: colui che non ha illusioni non può disilludersi. Ma io, forse, ne ho troppe! Questo non avete capito!

Non dovevate toccarmi! Io, che mi sarei accontentato di fare l'assistente libraio pur di stare in mezzo al mio cartaceo feticcio, sono stato distrutto poprio da chi detesto e ho sempre combattuto ed ora mi butto nelle braccia di questi stessi mostri, unici capaci di andare avanti in questo neo-medioevo razzista e radicale.

M.R.12.VI.2012